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Le fontane più belle di Roma: Navicella, Tritone e Tartarughe

Le fontane più belle di Roma: Navicella, Tritone e Tartarughe

Quali fontane non sono da perdere durante una passeggiata nel centro della città?

Chiunque si intrattenga in una piacevole passeggiata per le vie di Roma, non potrà non notare il susseguirsi di fontane. Roma ha le fontane più belle d’Italia, e questa non è sicuramente una novità, visto che tra queste alcune sono diventate un vero e proprio simbolo della capitale. Oggi però non vi vogliamo raccontare solo delle più belle fontane di Roma intorno al quartiere Monti (quindi in pieno centro): a Roma ce ne sono anche di strane ed eccentriche, ognuna con una storia interessante da raccontare. Andiamo a scoprirne alcune.

Fontana della Navicella

Iniziamo da una fontana che diventerà tale solo all’inizio degli anni’ 30, ma le cui origini sono antichissime. Sembra infatti che la Fontana della Navicella, oggi situata nell’omonima via, sia stato un ex-voto che, in epoca imperiale, venne donato alla Dea Iside, la quale vegliava sugli uomini di mare. Andata perduta la scultura originale, il suo modello fu ritrovato in epoca medievale e il suo rifacimento affidato al maestro architetto e scultore Sansovino. Questa curiosa fontana romana fu poi collocata di fronte alla Chiesa di Santa Maria in Domnica o Santa Maria della Navicella. L’alimentazione ad acqua risale appunto al 1931.

Fontana del Tritone

La Fontana del Tritone è un’opera d’arte che lascerà a bocca aperta chi si aggira per il centro della città in cerca delle fonti d’acqua più belle di Roma. Dal Colle Celio, dove sorgeva la Fontana della Navicella, passiamo al colle Quirinale. In piazza Barberini svetta questo torso possente di un tritone, scolpito dal Bernini secondo la simbologia della committenza e le linee espressive del barocco. La scultura ha affascinato mecenati e artisti di tutto il mondo, tanto che ne esistono imitazioni a Norimberga e in Repubblica Ceca. Le api vicine alla base ci ricordano a chi questa incredibile fontana di Roma era dedicata, ovvero la famiglia Barberini, sul cui stemma svettano tre api su campo blu; accanto ci sono le chiavi, simbolo del committente Papa Urbano VIII (appunto Barberini). Le figure, antropomorfe o animali che siano, hanno tutte una incredibile possenza ed energia, assecondate dai giochi d’acqua che questa meravigliosa fontana di Roma sa creare. 

Fontana delle Tartarughe

Siamo alla fine del ‘500 e Giacomo Della Porta viene incaricato di progettare una fontana che diventerà poi la Fontana delle Tartarughe, una delle più belle di Roma. Collocata in Piazza Mattei, prevedeva originariamente la presenza di quattro efebi e otto delfini, ma per questioni idrauliche questi ultimi non trovarono posto nella versione definitiva. Tuttavia rimane un’opera d’arte di incredibile pregio. La posizione degli efebi produce una sensazione di movimento spiralizzante che porta l’occhio fino alle tartarughe, aggiunte in epoca successiva. Leggenda vuole che questa fontana fu realizzata in una sola notte per volere del Duca Mattei, che con questo gesto tentava di adulare  il padre della sua amata, che l’avrebbe vista dal palazzo adiacente. Incongruenze cronologiche rendono la storia piuttosto dubbia, ma ciò non toglie che non si può passeggiare per Roma senza andare a vedere questo capolavoro.

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